Solo posti in piedi sabato 9 febbraio per l’appuntamento proposto dal Forum del Terzo Settore su “Autonomia e prospettive per il Terzo settore e la società veneta” in occasione dell’inaugurazione di Padova capitale europea del volontariato 2020.

Un incontro profondo, senza la superficialità degli slogan, grazie ai relatori che hanno sviscerato il tema e le sue implicazioni. Dopo le relazioni del costituzionalista Mario Bertolissi e del giornalista Marco Esposito che hanno inquadrato e approfondito l’argomento “autonomia”, la parola è passata ai politici.

«Un grazie di cuore al mondo del volontariato italiano per il lavoro straordinario e quotidiano di raccordo e ricucitura della società italiana, attraverso l’impegno costante verso il prossimo. La lezione di unità che arriva dal volontariato italiano con Padova capitale europea, spero possa servire anche alla politica che si divide, spesso per ragioni di propaganda, su temi di interesse collettivo, causando ulteriori diseguaglianze – ha esordito il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo al convegno – L’autonomia non è di parte. L’autonomia come sussidiarietà è scolpita nella Costituzione e rafforza l’unità nazionale. Se siamo d’accordo su questo principio, allora, proprio di fronte alle centinaia di migliaia di associazioni, abbiamo il dovere dell’impegno solenne. L’autonomia si farà sulle materie Lep (livelli essenziali delle prestazioni) quando ci saranno i dati e i ministeri, se perdono tempo, saranno sanzionati. Da diciannove anni i Lep, pur previsti nella Costituzione, non ci sono e, intanto, l’Italia sull’assistenza, il sostegno a chi non ce la fa, i servizi alla persona va avanti grazie alla forza di italiani che hanno fatto del verbo aiutare una ragione di vita. Lo Stato c’è ma dev’esserci sempre, ovunque e nello stesso modo».

Rispondeva a Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, il ministro: «È necessario ripartire dai livelli essenziali delle prestazioni. Su questo tema va interrotto un silenzio imbarazzante – ha detto Fiaschi – La competizione sulle risorse rischia di diventare una competizione tra diritti o tra necessità che abbiamo bisogno di colmare e il dibattito sulle autonomie rappresenta una grandissima occasione per ricomporre l’unità nazionale attorno ai fondamentali che sono i diritti esigibili dei cittadini nel nostro paese. Una autonomia costruita bene ci aiuterà a ridefinire quello di cui c’è bisogno: i perimetri amministrativi, le responsabilità istituzionali e la capacità degli attori di convergere in modo intelligente per dotare i cittadini e il paese di un nuovo quadro di opportunità e di accesso alle opportunità».

L’assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin è intervenuta sul tema della Riforma del Terzo settore che «non ancora del tutto attuata, presenta dei chiaroscuri, troppe procedure, troppa burocrazia e sta mettendo in discussione tutto il substrato di piccole e piccolissime associazioni che sono tipiche del nostro territorio. Quando parliamo di maggiore autonomia in questo campo, ci riferiamo a queste particolari specificità, a salvaguardare una tradizione con delle caratteristiche innate che si sono radicate, che continuano ad esserci e che noi vorremmo salvaguardare».

Donatella Gasperi

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