Il Premio Gattamelata non ha tradito le attese: di fronte ad una sala gremita, ha consentito di premiare 9 espressioni del volontariato padovano, veneto ed italiano, selezionate dal consiglio direttivo del CSV fra le numerose candidature ricevute nel mese di novembre.
Se da un lato il premio è un modo per mettere in vetrina e ringraziare pubblicamente chi opera gratuitamente, dall’altra è l’occasione per ascoltare le testimonianze dei protagonisti.

Condensate in pochi minuti, riflettono un panorama variegato, che è la forza del volontariato: ci sono tante opportunità differenti, le porte delle associazioni sono molte, aperte per chiunque voglia mettersi in gioco. Il tutto accomunato da un “unico obiettivo: un nuovo sguardo verso il futuro”, come ha sottolineato l’assessora al volontariato del comune di Padova Cristina Piva.

La prima chiamata sul palco è stata Agorà Terza età Protagonista, per la categoria ‘associazioni’: chiara l’esortazione di cui si è fatta portavoce: “Uscite, datevi da fare, siate ancora attivi. L’anziano può, e deve, riacquistare prestigio, diventare risorsa e protagonista. E’ quello che facciamo noi da anni, con molta attenzione alle relazioni intergenerazionali”.

Arrivano da Masi, uno dei comuni più piccoli della provincia, i giovani che animano Joker: “siamo nati come associativa sportiva in un territorio considerato privo di possibilità. Da noi i ragazzini arrivano come destinatari di una proposta e grazie ad un circolo virtuoso spesso diventano volontari. Ora che siamo associazione di promozione sociale abbiamo nuovi obiettivi. Uno l’abbiamo raggiunto: offrire una vacanza terapeutica ad un bambino che proviene dalle zone contaminate di Chernobyl”.

Certamente serve qualche sacrificio, ma riceviamo tanto e capiamo quanto rendiamo felici le persone; certe volte basta veramente poco” è il giudizio perentorio degli Alpini di Vicenza, premiati anch’essi come associazione, in particolare per le attività escursionistiche in montagna per persone non vedenti. La conclusione è sorprendente: “Non vediamo l’ora di alzarci la mattina per fare volontariato!”; ma chi li conosce sa essere schietta e veritiera.

Le ore non si contano, per assistere ed accompagnare persone ammalate”. Ricorda Luciano Olmino fondatore ed animatore del Filo d’argento, premiato nella categoria ‘volontari’. “Il volontariato si fa se ci sono i volontari. Il nostro servizio dà molta soddisfazione, per questo siamo in tanti. E ciò significa non solo poter fare molte attività, ma contare, anche con la politica”.

Ognuno ha i suoi talenti, io sono un bracciante, un operaio tuttofare. Nel frutteto di piante antiche di Legambiente Saonara ho trovato il mio ruolo”. Dice con un sorriso contagioso Giuseppe Daniele. “Ho imparato dai miei vecchi che se si è utili solo a se stessi si è miseri; abbiamo ereditato un patrimonio che è collettivo e va preservato. Ecco il mio impegno”.

I volontari non gradiscono premi ed ero deciso a non ritirarlo”, stupisce la platea Giampiero Farru. Poi prosegue: “Il pensiero di centinaia di volontari, amici e collaboratori con i quali ho condiviso e condivido tante bellissime esperienze mi ha fatto cambiare idea. È a loro che lo dedico”.
E’ il premiato che viene da più lontano, fondatore dell’associazione La Strada, del consorzio Sis di Cagliari e della cooperativa Il Samaritano di Arborea e volontario nel carcere minorile di Quartucciu. Ora presidente del CSV Sardegna solidale, consigliere di CSVnet e del CEV (Centro europeo del volontariato), referente di Libera Sardegna. “Siamo una comunità che vuole cambiamenti, da soli non si va da nessuna parte. Aggregarsi è una forza, che diventa rivoluzionaria, dove la gratuità è la nostra libertà”.

I legami con Padova e il Veneto sono tanti: amicizie, collaborazioni, studi. Ricordo l’ultimo incontro nel 2012 a Cagliari con don Giovanni Nervo, padovano, padre del volontariato italiano, che ci disse che il volontariato avrà futuro se ‘ci mette il cuore’. Scegli di essere volontario, come stile di vita, non di farlo. Aggiungo il monito di don Luigi Ciotti, veneto anche lui, punto di riferimento irrinunciabile nella nostra azione: ‘non è più tempo di navigatori solitari’. Per questo condivido con il CVS di Padova l’idea di valorizzare le esperienze di volontariato affinchè diventino fonte di ispirazione e di contaminazione. Celebreremo per tutto il 2020 Padova Capitale Europea del Volontariato, quando la vostra città rappresenterà tutto il volontariato italiano, tutti i 6 milioni di persone che sono volontari in Italia”.

Dopo il premio categoria ‘Impresa’ riservato a Imball Nord (azienda impegnata in iniziative di attenzione all’ambiente e sostegno ad attività benefiche in Italia e all’estero) e al COGE (Comitato di gestione del Fondo speciale per il volontariato del Veneto) per la categoria ‘Istituzione’ (per l’impegno nei confronti dello sviluppo del volontariato e la sensibilità dimostrata nel sostegno alle associazioni venete), quest’anno si è aggiunta una menzione speciale.

Sul palco sono stati chiamati i giovani rappresentanti di VENICE CALLS, premiati per la preziosa attività di solidarietà svolta in occasione dell’emergenza Acqua alta a Venezia nel mese di novembre. “È emozionante essere qui ed incontrare tante persone che hanno a cuore il territorio ed il bene comune. Quel giorno dell’acqua granda ci è venuto spontaneo usare i social media e le chat per raccogliere richieste di aiuto e la disponibilità di chi voleva dare una mano. Ed è stato facile: in 3500 sono accorsi; noi non li conosciamo ma ci fa capire che se si alza un grido a favore del pianeta arrivavano da tutta Venezia, Italia, dall’estero. Perchè il futuro è in testa ad ognuno di noi ragazzi.”

 

Andrea Nicolello