Presentato il rapporto annuale sul volontariato nella provincia di Padova

 

Il Rapporto annuale 2019 sullo stato del volontariato padovano racconta l’impegno costante di ricerca e documentazione che caratterizza l’azione del Csv padovano e quindi mette a disposizione di tutto il territorio i dati e le conoscenze sul mondo del volontariato e del Terzo settore, non solo in termini quantitativi e numerici, ma anche in termini qualitativi.

Oltre ai “numeri” che ci raccontano lo stato di salute del volontariato nostrano, il Rapporto 2019 punta i riflettori sul tema delle nuove forme di impegno sociale, tra cui il volontariato individuale o “liquido” e il ruolo di responsabilità sociale che anche il mondo profit sta assumendo con programmi di volontariato d’impresa e di welfare aziendale. Tali focus infatti ben spiegano l’evoluzione che il Terzo Settore sta affrontando. Da una parte emerge un fenomeno che vede soprattutto i giovani impegnati in attività socialmente rilevanti legate a cause dalla forte identità, in maniera non continuativa e spesso rifiutando gerarchie e organizzazioni strutturate. Dall’altra si rileva un notevole aumento di imprese che, inizialmente solleticate dagli sgravi fiscali introdotti dalla legge di stabilità del 2016, successivamente hanno assunto consapevolezza dell’importanza della creazione di un sistema globale in cui profit e non profit concorrono al benessere collettivo della comunità con benefici reciproci.

Lo stato di salute
A Padova il 2019 segna un momento di svolta nel Terzo Settore, la riforma della legge sul volontariato impone l’obbligo di revisione degli statuti e questo, in molti casi significa rivedere le relazioni tra associati, di ripensare la mission, considerare le risorse: elementi frenanti che, invece, non hanno penalizzato le organizzazioni e l’ammontare complessivo è cresciuto, portandole ad un totale di 6466 (erano 6374 nel 2018). Così anche l’incidenza del numero di organizzazioni sul totale della popolazione aumenta con una presenza media di 0,7 associazioni ogni 100 abitanti (era 0,6 nel 2018).
Le aree di intervento si confermano quelle di carattere culturale e sportivo, le quali coprono più della metà del totale; mantengono una presenza importante le associazioni di carattere sociale e socio-sanitario col 21 % del totale.

Nel 2019 si riconferma la situazione dell’anno precedente con una netta preponderanza di associazioni che non si adoperano per un’utenza specifica, bensì offrono servizi alla cittadinanza senza distinzione.

 

Il valore economico
L’analisi conferma la situazione degli anni precedenti, con una notevole preponderanza di piccole associazioni: percentuale costante del 76 % sul totale dei bilanci analizzati mentre le associazioni di media entità crescono lievemente coprendo rispettivamente il 14 ed il 10 % del totale.

La fonte di sostentamento principale è data dai contributi privati, indipendentemente dalla dimensione economica, ma per le piccole e medie associazioni il peso dei contributi pubblici resta importante ricoprendo, rispettivamente, il 32 e 30 % del totale mentre per le grandi organizzazioni i contributi pubblici rappresentano il 21 %.

Il “5 per mille”
A livello nazionale nel 2017 hanno beneficiato del 5 per mille 43.035 enti di volontariato, per un totale di 334.402.132,28 euro, le destinazioni al volontariato sono state erogate da 10.368.566 contribuenti. Rispetto al 2016 sono aumentati gli enti di volontariato che hanno potuto godere dell’erogazione, ma è diminuito sia il numero di contribuenti sia l’ammontare complessivo delle erogazioni, per una media di circa 32 euro pro capite. La città di Padova, si riconferma la veneta più generosa: le associazioni che beneficiano del 5 per mille sono 791 (in aumento) e anche i soggetti sono aumentati rispetto al 2016, ma la somma complessiva è nettamente inferiore con un conseguente abbassamento dell’importo medio ad associazione, che passa dai 9300 ai 6500 euro.

Anche per il 2017 sono le grandi associazioni ad incamerare la quasi totalità delle erogazioni: le prime 10 associazioni (tabella pag. 106) ottengono più del 70% del totale e le rimanenti si spartiscono il 30% con un importo medio di 4535 euro e di queste: 100 organizzazioni ricevono meno di 10 donazioni, 416 ne ricevono da 11 a 100, 254 da 101 a 1000 e soltanto 21 più di mille. Quindi 254 associazioni ottengono importi inferiori ai 1000 euro.

Progetto RIA
Il progetto Reddito di Inclusione Attiva rappresenta una delle manifestazioni con cui si concretizza l’impegno volontario. Nel 2019 il CSV ha inserito 200 soggetti che hanno beneficiato del progetto RIA.: il 60% di questi è donna e in gran parte madre sola. La richiesta di un contributo economico tramite il progetto il R.I.A. è legata al lavoro che non c’è: il 50% è disoccupato e le maggiori aspettative espresse riguardano il “trovare lavoro” (30%) e “l’acquisire nove abilità” (35%).

 

I volontari
Nonostante la tendenza veda un’evoluzione del volontariato verso espressioni d’impegno decisamente nuove ed innovative, le associazioni strutturate faticano a dare spazio ai giovani. Le 147 associazioni di volontariato e di promozione sociali indagate per realizzare il rapporto 2019 indicano che i componenti di età inferiore ai 46 anni, infatti, costituiscono soltanto il 17,2 % del totale e che sono le ragazze le più impegnate. Oggi però le politiche di genere stentano e delle 147 analizzate solo 7 hanno organi direttivi in cui maschi e femmine sono equamente rappresentati; nelle restanti invece si nota una netta dicotomia tra associazioni che si avvalgono di componenti esclusivamente o principalmente maschi (82), ed associazioni esclusivamente o principalmente al femminile (52).

 

Focus 2019: il welfare aziendale
Welfare Index PMI 2019 riporta: “Ciò che più conta è che il welfare aziendale in questi anni è riuscito a rompere la barriera dimensionale, diffondendosi anche nelle piccole imprese. Infatti nelle imprese di piccola e media dimensione la crescita è stata particolarmente veloce: nelle microimprese dal 6,8% nel 2017 all’attuale 12,2%; nelle piccole dall’11% nel 2016 al 24,8% di oggi; nelle medie dal 20,8% nel 2016 al 45,3% di oggi.

Il Rapporto sul volontariato padovano 2019 presenta quindi contributi di quattro realtà con cui il Csv ha avuto contatti di diversa natura e che hanno applicato virtuosamemte sistemi di welfare aziendale. Si tratta di aziende molto diverse tra loro sia per dimensione, che per struttura organizzativa, che per prodotto e segmento di mercato: Young Digitals (Padova, società di consulenza e studio creativo), Berto srl (Cittadella, forniture industriali), Voestalpine (Cittadella, consumabili per la saldatura), Lavazza (Torino, caffè).

«Per riuscire a descrivere e raccontare i valori, gli ideali, le motivazioni, le fragilità, i sogni e tutto ciò che ogni giorno rende vivi quei fili, sottili ed invisibili, ma così reali e concreti, che ci connettono tutte e tutti in una grande comunità che fa della solidarietà il suo vero collante. In quest’ottica va letto anche il Report: seguendo quei fili invisibili, arriva a scoprire dinamiche spesso nascoste e contaminazioni innovative, che testimoniano sconfinamenti sempre più frequenti e certamente degni di interesse tra mondi percepiti come diversi ma che contribuiscono, ognuno con le modalità che gli sono proprie, alla ridefinizione di una “grammatica di comunità”» commenta il presidente del CSV Padova Emanuele Alecci.

 

Scarica il rapporto sul volontariato padovano 2019