Emanuele Alecci, presidente del CSV Padova e del Comitato di Padova capitale europea del volontariato nel suo intervento di saluto al Presidente della Repubblica e ai quasi 5.000 volontari arrivati da tutta Italia per la cerimonia di inaugurazione del 7 febbraio, ha ricordato alcune figure chiave che hanno segnato la storia del volontariato e ancora oggi capaci di ispirare e tracciare strade per costruire le comunità del futuro.

Ecco l’intervento completo.

Il volontariato non ama il clamore, non gradisce la riconoscenza, preferisce l’operoso silenzio, ma quando abbiamo condiviso con il Sindaco di Padova, la possibilità di candidare la nostra città a Capitale Europea del Volontariato eravamo convinti che ciò ci avrebbe permesso di far emergere la grande funzione educativa e culturale che rappresenta oggi il volontariato italiano.

Che abbia innanzitutto una dimensione educativa e culturale molti testimoni ce lo hanno indicato. Testimoni che sono per noi ancora guida e stimolo continuo. Noi li onoriamo e vogliamo ricordarli proprio oggi perché grazie ai loro insegnamenti il volontariato italiano è cresciuto e si è trasformato positivamente.

Don Giovanni Nervo e Don Giuseppe Pasini che in queste terre hanno operato e che ci hanno donato la Caritas Italiana ……. testimonianza continua della carità nella comunità ecclesiale italiana.

Maria Eletta Martini e Luciano Tavazza che hanno saputo trasformare tutto il movimento del volontariato in realtà matura e moderna, scelta politica per la promozione della Comunità impegnata nella promozione e la difesa dei diritti umani, la coscientizzazione dei cittadini, la collaborazione con le istituzioni

La terribile guerra nella ex Iugoslavia che ha devastato la nostra Europa negli anni 90 trovò poi in due grandi padovani di Pace Antonio Papisca e Tom Benetollo due testimoni preziosi ……i loro insegnamenti ancora oggi ci ispirano e indirizzano. Illuminano il nostro cammino.

Infine voglio ricordare oggi Laura Conti , partigiana e scrittrice madre dell’ecologismo italiano perché il nostro sviluppo ha bisogno di nuove modalità e nuove strade e sull’ambiente non si può essere neutrali.

Presidente facciamo nostro il suo appello. Vogliamo essere tra i primi a impegnarci a ricucire il Paese. Una ricucitura che contamini l’Europa in un momento in cui essa è messa in discussione e perde un pezzo fondamentale…molti muri sono caduti e siamo impegnati perché non se ne formino di nuovi. Crediamo che la ricucitura possa partire dalla pace, dalla giustizia sociale e dall’impegno di milioni di cittadini che ogni giorno operano spesso silenziosamente nelle nostre Comunità.

Questa mattina ci sarebbe piaciuto molto inaugurare questo anno da Capitale Europea del Volontariato insieme a Silvia Romano. Siamo tutti in apprensione per lei, come siamo in apprensioni per i tanti volontari e cooperanti rapiti. Vogliamo ricordarli. Il loro impegno e il loro volontariato non è avventatezza ma è scelta matura di giustizia e di pace. Questo il senso del volontariato che vogliamo promuovere. Il suo ruolo diviene oggi di grande forza di civilizzazione che appunto promuove cultura e una pratica segnata dalla solidarietà, dalla giustizia, dall’equità e dalla legalità. E’ il ribadire ancora una volta e sempre di più l’I’care che Don Milani ci ha indicato.

Presidente Sogniamo che proprio grazie a questo riconoscimento l’Italia possa inforcare le lenti del volontariato. Queste lenti sono particolari, ti permettono di vedere cose che altri non vedono e ti permettono di vedere le cose in maniera diversa.

Quando le indossi ti cambiano la vita. Promuovono Comunità…. Ne siamo certi!

(foto di Franco Tanel)