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Pari e Uguali, fondata a Padova nel 2011, inizialmente interessata a combattere la discriminazione e la violenza sulle donne, ora attiva su un sociale più allargato: atleti paralimpici, persone che si distinguono nei vari ambiti della vita sociale e discriminazioni di genere. Nel 2018 riconosciuta dalla Regione del Veneto come associazione di promozione sociale, è iscritta al registro provinciale di Padova e a quelli comunali di Padova e Selvazzano Dentro. L’Associazione è attiva facendo formazione nelle scuole, incontrando associati, simpatizzanti e altre associazioni per scambiare idee e opinioni, organizza conferenze e un premio annuo conferito a persone che si sono distinte nell’attività sociale e culturale, non necessariamente associati.

L’evento che presentiamo, patrociniato dalla Provincia e dall’Ordine dei Medici di Padova, dall’Ordine degli Psicologi del Veneto, dal CSV Provinciale di Padova, inserito nell’ambito del percorso di Padova capitale europea del volontariato 2020, rientra nel Progetto “Uomo-donna: Due mondi un unico Universo”. Primo ciclo di conferenze:

Sabato 8 febbraio ore 17.00 – Sala Anziani di Palazzo Moroni
Insieme per conoscerci meglio – il cervello femminile e quello maschile
Modera e conduce la dr.ssa Elisa Venturini, Consigliere Provinciale con delega alla cultura
Intervengono:
Prof. Renzo Manara, neurologo e neuroradiologo – Il cervello dell’uomo è uguale al cervello della donna? No, vi sono differenze sia strutturali sia funzionali che caratterizzano uomini e donne, pur con le dovute eccezioni e le possibili interazioni con l’ambiente e la cultura. La risonanza magnetica permette di indagare in modo preciso e non invasivo diversi aspetti quantitativi e qualitativi dell’encefalo (peso, forma, connessioni, attività, etc.) mettendo in luce il substrato anatomico e funzionale che verosimilmente ci permette di gestire, con risposte efficaci ma diversificate, il quotidiano e l’imprevisto.

Dr.ssa Finizia Scivittaro, psicologa e psicoanalista – Appartenere al genere maschile o femminile è un dato naturale, non lo è altrettanto, per il soggetto, situarsi rispetto alla propria sessualità. Uomini e donne non si nasce, ma si diventa, attraverso un processo evolutivo nel quale il soggetto misura il proprio desiderio con la cultura di appartenenza, le relazioni con gli altri e soprattutto con la necessità d’integrare dentro di sé la componente maschile e femminile che lo costituisce. In questa prospettiva assumere soggettivamente la propria sessualità non può che portare ad un processo d’individuazione, ovvero ad un percorso formativo di riconoscimento del proprio desiderio
singolare e unico.

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