A distanza di mesi è importante guardarsi indietro al 2018, quando Aarhus, seconda città della Danimarca, ha ottenuto il titolo di Capitale europea del volontariato, riconoscimento conferito ogni anno dal Centro europeo del volontariato (CEV) ad una città che si è distinta per l’attenzione al volontariato.

Per l’anno da capitale ad Aarhus si è deciso di celebrare e riconoscere i volontari ed aumentarne la visibilità, attraverso l’organizzazione di eventi, la condivisione delle conoscenze e coinvolgendo nuove persone nelle nostre comunità; infatti uno dei principali obiettivi era rendere il volontariato divertente, facile e accessibile a tutti.

L’altra sfida è stata provare a sviluppare nuovi modi per migliorare il welfare attraverso il non profit, la cittadinanza attiva e la cooperazione. Un impegno affrontato attraverso la focalizzazione su quattro valori centrali: tradizione, diversità, inclusione sociale e cooperazione. Aver avuto la Central Denmark Region quale partner ci ha permesso di concentrarsi sugli effetti che il volontariato e le comunità hanno sul benessere, sia mentale che fisico.

L’anno è stato scandito da tre eventi principali, oltre ai quali si sono susseguiti numerosi workshops e festival su piccola scala, focalizzati su diversi argomenti.

Il 21 gennaio 2018 l’anno da capitale europea del volontariato di Aarhus è stato ufficialmente aperto da sua altezza reale la principessa Mary, patrono Reale della capitale del volontariato, con una cerimonia al Municipio.

Durante tutto il giorno il Ridehuset (paragonabile al Centro Altinate, ndr) ha ospitato una grande fiera del volontariato, dove più di 100 organizzazioni di volontariato hanno condiviso le loro realtà con i concittadini. E’ stata uno stimolante mix di dialogo, musica e varie performance artistiche, e un’occasione di confronto.

A settembre, la capitale del volontariato ha presentato Folkets Mode, in collaborazione con sei importanti partner e il coinvolgimento di 235 di associazioni e organizzazioni di volontariato.

Nel corso dei tre giorni di festival, il pubblico ha potuto partecipare a 70 eventi, un caleidoscopico mix di dibattiti, workshops, street sport, bazar culturali, concerti ed eventi gastronomici, presentazioni di libri e molto altro. In tutto, più di 50 oratori hanno presentato il loro punto di vista sul volontariato, la società civile e nuove modalità di welfare.

Ad inizio dicembre si è svolto l’evento di chiusura: il volontariato nel futuro. Attorno alla conferenza internazionale con oltre 350 ospiti, nella tre giorni si sono susseguiti vari eventi: la festa al Tivoli Friheden per celebrare i volontari di tutta la Central Denmark Region e la cerimonia di chiusura con una cena di gala durante la quale è stato rivelato che Padova sarà capitale europea del volontariato 2020. Alla città italiana vanno le nostre congratulazioni. E buona fortuna a Kosice, attuale capitale europea del volontariato.

I confronti e dibattiti ci hanno permesso di individuare alcuni insegnamenti chiave. Li abbiamo sintetizzati negli 8 consigli per il volontariato nel futuro. Sono un risultato concreto di ciò che abbiamo imparato durante l’anno da capitale, suggerimenti consegnati a Mai Mercado, del Ministero per l’infanzia e gli affari sociali, a Mads Roke Clausen, presidente del Consiglio locale del Volontariato e a Jacob Bundsgaard, presidente del Governo locale danese, durante la conferenza del 5 dicembre.

Ecco di cosa vogliamo far tesoro, nel futuro prossimo:
1) Aprire le comunità locali già esistenti e invitare nuovi membri ad ogni occasione
2) Rendere facile l’accesso alle comunità e prevenire l’isolamento
3) Dare priorità alla formazione costante in materia di cittadinanza attiva
4) Riconoscere la diversità nel volontariato
5) Ripensare le strutture di finanziamento e raccolta fondi
6) Creare un portale visibile per il volontariato e la cittadinanza attiva
7) Condividere le risorse, gli spazi e le conoscenze
8) Essere preparati a correre dei rischi


Articolo tratto dal sito https://frivillighovedstad.dk/

Traduzione a cura di Francesca Barison