Il Sindaco di Padova, Sergio Giordani, nel salutare il capo dello Stato ha ringraziato il lavoro quotidiano dei volontari e ricordato che solo pensando al plurale si possono vincere le sfide del presente.

 

L’intervento integrale del Sindaco, Sergio Giordani.

Desidero rivolgere un ringraziamento a tutte le autorità civili, militari e religiose presenti.

E un saluto particolare, un abbraccio, va ai tantissimi volontari che affollano questa grande sala.

Tutti uniti da un appello: RICUCIAMO INSIEME L’ITALIA.

All’alba di un decennio che già presenta sfide complesse, è necessario operare scelte, definire obiettivi e perseguirli alla luce dei cambiamenti sociali, culturali, politici e ambientali in atto.

È necessario sviluppare un progetto comune che coinvolga ogni livello della società, dallo Stato al singolo cittadino.

Ciascuno legato da quei principi e da quei valori che uniscono l’Europa in una grande comunità di popoli che si muove verso obiettivi condivisi.

Che si parli di cambiamenti climatici, di sviluppo sostenibile, di migrazioni, di sanità o di istruzione, la sola opzione è quella del “NOI” al posto dell’“IO”.

Proprio come fanno le centinaia di migliaia di volontari che, anteponendo il bene comune a quello individuale, fanno propria la celebre affermazione di Don Lorenzo Milani, «I CARE. Mi importa. Mi sta a cuore»

La complessa galassia del volontariato è testimone di questa visione del mondo. E Padova ne è incubatore.

Voglio citare un numero: 6466. Sono le associazioni censite dal Centro Servizi per il Volontariato che operano nella provincia di Padova.

E se la cifra non fosse in grado di restituire la lunga tradizione di impegno sociale nella nostra città, voglio ricordare due esempi ormai entrati nella storia:

– il primo è Medici con l’Africa Cuamm, progetto nato a Padova 70 anni fa, da una visione pionieristica e apparentemente utopistica di assistenza medica alle popolazioni africane

– il secondo è un uomo, Monsignor Giovanni Nervo che, nel 1951, ha istituito la Scuola superiore di Servizio Sociale di Padova, diretta fino al 1970, prima di ricoprire la carica di presidente della Caritas Nazionale appena istituita.

E’ merito di queste migliaia di associazioni se abbiamo ottenuto il riconoscimento Europeo di Capitale del Volontariato, per la prima volta in Italia.

Non è merito di questa amministrazione, né di quelle che ci hanno preceduto. È il frutto dell’impegno e dell’attitudine di una comunità.

Per il 2020 vogliamo che Padova sia un grande laboratorio, con un orizzonte nazionale, capace di mettere a frutto esperienze, progetti e idee, per quanto ambiziosi, da condividere con tutti gli attori sociali.

RICUCIAMO – INSIEME – L’ITALIA. Senza l’unità di questi tre elementi non saremo all’altezza delle sfide di quest’epoca.

Signor Presidente, nel ringraziarla per aver voluto essere qui oggi, faccio mie le parole che lei ha pronunciato in occasione della 33^ giornata internazionale del volontariato, nel 2018:

«Il volontariato è un antidoto alle chiusure e agli egoismi che possono generarsi di fronte a momenti di difficoltà personale o collettiva».

A tutti i volontari che nei prossimi mesi saranno i veri protagonisti, va il mio più sincero GRAZIE!

 

(foto di Franco Tanel)