Ripensiamo insieme l’Italia

Sono passati nemmeno tre mesi da quando, lo scorso 7 febbraio, abbiamo festeggiato insieme l’inaugurazione di Padova capitale europea del volontariato 2020.

Poche settimane in cui è cambiato tutto. A partire da quel 21 febbraio, quando nella nostra provincia è stata data la prima diagnosi italiana di coronavirus, niente è più come prima.

Per noi tutti, in tutto il Paese – come cittadini, come lavoratori, come imprenditori e come volontari – sono cambiate le certezze, le modalità relazionali e operative e, di conseguenza, è cambiata la nostra capacità di “essere comunità”.

Dopo il primo periodo di destabilizzazione, stiamo iniziando a capire che proprio ora – anche da questa esperienza – possiamo gettare le basi, solide, per costruire “la comunità che verrà” che avevamo iniziato a sognare con l’avvio del percorso di Padova capitale europea del volontariato 2020.

Dobbiamo trovare insieme una nuova modalità di esprimere il nostro essere volontari e di essere capitale europea del volontariato. Sospesi gli eventi in programma, in tutta Italia abbiamo concentrato le attenzioni sulla risposta coordinata alle emergenze sociali derivate e acuite dall’emergenza sanitaria (a Padova vedi il progetto Per Padova noi ci siamo), nonché su un grande percorso di sperimentazione e produzione culturale utile al Paese e all’Europa, nell’individuazione di prassi e modalità per la ricostruzione dei tessuti sociali ed economici.

Il percorso parte dal documento elaborato dal volontariato padovano.

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