Dal “dire” al “fare”: il post-Vaia esempio concreto di operatività

A poco più di un anno dalla tempesta Vaia che ha provocato enormi danni nel territorio del bellunese, riportiamo l’articolo realizzato dal CSV di Belluno in collaborazione con la redazione di VDossier che evidenzia la positiva collaborazione che si è attivata nella gestione dell’emergenza tra volontariato ed istituzioni.

«Qui in Veneto abbiamo avuto un positivo esempio di come l’attivazione, in via preventiva, della rete di Protezione civile abbia potuto mitigare le conseguenze del disastro sulle persone, sulla base di accurate previsioni meteorologiche. È la conferma di come il modello di collaborazione tra Regione, Prefetture, forze del volontariato, possa giocare un ruolo prezioso non solo nell’emergenza delle catastrofi una volta avvenute ma, altresì, sul terreno della prevenzione per ridurne o evitarne le conseguenze».

 

Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate nel marzo scorso dal palco del Teatro comunale di Belluno. Non dimentica, dunque, la forza del volontariato il nostro Capo dello Stato, ribadendo come, a seguito della tempesta Vaia, sia stata evidente l’importanza di tante associazioni e singoli che si sono da subito attivati per il territorio, a partire dalla Protezione civile.

Ne è parte la Sezione Ana – Associazione nazionale alpini – bellunese, che presenta numeri importanti: ben 290 i suoi volontari scesi in campo per 1450 giornate/uomo donate alla popolazione nella sola fase iniziale.

«In maniera preventiva, a seguito delle previsioni meteo, abbiamo predisposto l’apertura di diverse sale operative provinciali, coordinate dall’Unità di crisi attivata dalla Regione Veneto. Esse sono rimaste attive 24 ore al giorno fino al termine dell’emergenza», spiega il coordinatore dei volontari Protezione civile Ana della Sezione di Belluno Ivo Gasperin. «Oltre alla parte logistica e di supporto alle sale, eravamo impegnati in segreteria per ricevere le richieste e registrare i volontari».

Ma appena rientrata l’emergenza, purtroppo la situazione si è rilevata in tutta la sua gravità nell’intero territorio, in particolare nella parte alta della Provincia. «Così, con il coordinamento della Regione, siamo intervenuti sul campo insieme a volontari del Triveneto, squadre specialistiche e forze dell’ordine nazionali. Oltre che sul taglio delle piante, ci si è concentrati sul liberare strade e case da detriti con l’intervento di operatori di mezzi, squadre sanitarie, tecnici radio, addetti alla segreteria, autisti, cuochi, ecc.

La mancanza di energia elettrica e la difficoltà di comunicazioni telefoniche e radio, causate dal maltempo, hanno complicato la situazione, rivelando le criticità di un territorio esteso e fragile», aggiunge Ivo Gasperin. «Nonostante le difficoltà abbiamo avuto modo di metterci alla prova con tutte le forze possibili. Un’esperienza emotiva straordinaria che ha messo in luce un mondo fatto di persone meravigliose, capaci di vera solidarietà»

Il lavoro dei volontari è proseguito anche nei mesi a venire con un programmato piano di interventi, tuttora in corso, in accordo con sindaci, Provincia, Regione e Ana Triveneto. In questa fase recente, la sezione Pc di Belluno si è impegnata per oltre 300 giornate/uomo nel solo mese di giugno.
Accanto a essa, molte altre strutture operative afferenti alla Protezione civile, tutte coinvolte da inizio emergenza fino a oggi.

Al grande lavoro dei volontari è dedicato il cortometraggio “Come Alberi“, frutto del Laboratorio Inquadrati del Csv Belluno per la regia di Roberto Bristot. Esso nasce per raccontare in modo emozionale gli effetti del maltempo, partendo da una similitudine: anche gli uomini sono come gli alberi che, una volta caduti, in una foresta solidale, potranno rinascere, assumendo altre forme e diventando veicolo di nuova linfa.
Il video è visibile sul canale YouTube del Laboratorio Inquadrati o partendo dal sito www.csvbelluno.it.

 

Federico Brancaleone
Csv Belluno