Il Comune di Padova si sta dotando del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), strumento di pianificazione e programmazione finalizzato a garantire l’accessibilità e la visitabilità degli edifici pubblici, degli spazi urbani e la fruizione dei trasporti da parte di tutti, secondo criteri di prevenzione e di buona progettazione.

L’obiettivo è garantire il maggiore grado di mobilità ed autonomia a tutte le persone. Un traguardo importante che fa della nostra città un luogo sempre più inclusivo; un impegno dell’amministrazione che arricchisce il percorso verso Padova Capitale europea del Volontariato 2020.

Il PEBA è stato redatto nel corso dei mesi di aprile-luglio 2019 con una metodologia partecipativa, adottato dalla Giunta comunale ed è ora disponibile presso il Servizio Opere Infrastrutturali o scaricabile qui. Tutti i cittadini, le associazioni e i portatori di interesse diffuso possono presentare osservazioni entro il 10 ottobre 2019.

La versione definitiva del Piano – alla luce delle osservazioni ricevute – sarà discussa ed approvata dal Consiglio comunale ed avrà validità decennale.

COS’E’ IL PIANO ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE?

Il PEBA è stato introdotto nell’ordinamento nazionale dalla Legge 41 del 1986, che ha stabilito l’obbligo, per le amministrazioni competenti, di dotarsi di piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Dal punto di vista procedurale e dei criteri progettuali, il PEBA di Padova si rifà alla normativa regionale (L.R. 16 del 2007 e D.G.R.V. 1428 del 2011).

Il Piano contiene in primo luogo le previsioni per gli interventi di abbattimento delle barriere presenti negli spazi urbani e negli edifici comunali. Ma mira anche a fornire una grammatica uniforme, nuova, che dia le regole per la città accessibile negli interventi di nuova realizzazione, in quelli di manutenzione e nella gestione dei servizi.

L’attenzione è rivolta in particolare verso chi, nel corso della vita, si trova ad affrontare difficoltà di varia natura, di tipo motorio, sensoriale o cognitivo, ma che non deve per questo essere limitato nella possibilità di spostarsi e vivere la città.

IL PERCORSO

Operativamente si è svolto un incontro con le associazioni della disabilità per la scelta condivisa dei criteri del piano e si è aperta ai cittadini la possibilità di svolgere segnalazioni puntuali mediante l’app Padovapartecipa ed un apposito questionario.

Parallelamente, tra aprile e giugno, sono stati organizzati degli incontri pubblici in tutte le consulte di quartiere durante i quali, presentati gli obiettivi del PEBA, sono stati individuati collegialmente i percorsi pilota oggetto di analisi. Nelle settimane successive si sono svolte uscite pubbliche di mappatura partecipata lungo le strade prescelte: dimensioni, inclinazioni e stato dei marciapiedi, attraversamenti, semafori, rampe ed ostacoli fissi: sono stati questi i parametri presi in considerazione durante i sopralluoghi.
L’analisi degli edifici scolastici e dei servizi di competenza comunale è stata invece effettuata dal Servizio Edilizia Pubblica.

Le uscite partecipate sul campo hanno consentito di tracciare le mappe dello stato di fatto con la valutazione dell’accessibilità degli spazi ed un abaco delle barriere architettoniche riscontrate in modo ricorrente.

CONCLUSIONI

Grazie al metodo applicato, il piano potrà essere aggiornato nel tempo, nel rispetto dei criteri di inclusione, multidisciplinarietà, partecipazione e vigilanza che ne costituiscono i capisaldi.

Se il PEBA mira a fornire un cambio di prospettiva nella progettazione, esecuzione e gestione di tutti gli interventi sugli spazi pubblici, è bene ricordare che anche i nostri comportamenti plasmano gli spazi in cui viviamo e spesso determinano la possibilità che altre persone, soprattutto quelle con difficoltà motorie o sensoriali, fruiscano di un luogo: un’auto in sosta di fronte a un saliscendi, una bici legata a un palo sul marciapiede, un bidoncino dei rifiuti in mezzo al percorso pedonale, una siepe non potata ci sembrano dettagli insignificanti, ma possono costituire ostacolo e pericolo per i più fragili.

Una città più accessibile è una città migliore per tutti, con l’aiuto di tutti.

Sintesi dei testi di Elena De Toni ed Andrea Micalizzi a cura della redazione del CSV